Come scoprire Arles, capitale della Camargue, con i bambini?
Con una caccia al tesoro attraverso una città davvero ricca di testimonianza artistiche.
Un po’ per passione, un po’ per gioco, abbiamo iniziato un tour dedicato a Van Gogh che qui visse un ricco periodo di produzione artistica.
Libri sul tema alla mano, abbiamo cercato alcune ambientazioni di quadri, iniziando dall’Hospice Saint Paul, dove Van Gogh venne ricoverato dopo che si tagliò un orecchio e di cui dipinse il giardino, per poi arrivare all’ansa del Rodano che gli ispirò “La notte stellata sul Rodano”.
“La casa gialla” non esiste più, ma ancora esiste l’edificio ad essa retrostante; è quindi facile immaginare che, dove oggi c’è un piazzaletto, vivesse il grande artista durante il suo soggiorno in Camargue.
Abbiamo poi cercato l’ambientazione della “Terrazza del caffè la sera”, ma abbiamo trovato purtroppo il locale chiuso: consiglio di controllare bene gli orari di apertura prima di recarsi al caffè.
Seguendo le indicazioni, eccoci all’ultima tappa del nostro tour all’insegna delle opere di Van Gogh: il Ponte di Langlois.
Ancora ben visibile nella campagna con i tiranti che ne sollevano la piattaforma, oggi è cupo, con le parti in legno annerite e quelle in ferro corrose dal tempo, ben diverso dall’ariosa leggerezza del ponte più volte riprodotto in quadro.
Questo è stato il nostro personale tour alla scoperta di Arles con bambini, ma in città esiste un circuito dedicato a Van Gogh (Circuit Van Gogh) caratterizzato da vari pannelli dislocati nei punti salienti della città dove l’artista trasse ispirazione per i suoi quadri. Presso l’ufficio del turismo è disponibile la mappa per rendere ancora più stimolante questa originale caccia al tesoro, in alternativa si può sempre scaricare online.
Se dopo la caccia al tesoro i bambini ancora avessero voglia di giocare, all’interno del Jardin d’Eté, a pochi passi da Cattedrale e ufficio del turismo, si nasconde un bel parco giochi, con trenino, scivolo e altalene, immerso nel verde e recintato, ideale per una pausa di gioco nel cuore della città.
Da non perdere ad Arles sicuramente l’anfiteatro romano, perfettamente conservato, con un’arena dove anche oggi si svolgono corride camarguesi incruente, in cui si cerca di staccare le coccarde collocate tra le corna del toro.
Poi in giro per piazze ed antichi edifici fino ad essere catapultati nella modernità di un’installazione dinanzi alla nuova sede della fondazione Van Gogh.
L’attenzione del bambini è stata colpita da questa “fontanella” formata da tante colorate canne da irrigazione assemblate in modo artistico e divertente, un’idea geniale che rappresenta una modalità creativa di usare materiali poveri.
Il nostro “tour artistico” ad Arles con bambini ci ha appassionati, ancor più ha stimolato i bambini che lo hanno interpretato come una bella caccia al tesoro, un’avventura particolarmente coinvolgente alla scoperta di un’altrettanto bella e coinvolgente città.
Nei dintorni di Arles imperdibile St Remy e altri meravigliosi borghi provenzali. Questo l’articolo dedicato:
Borghi da non perdere in un viaggio in Provenza
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